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Il Controllo mentale nei NMR e l'APA
Pubblicato da: webmaster , il: 24/7/2005

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IL 'CONTROLLO MENTALE' NEI NMR E L'AMERICAN PSYCHOLOGICAL ASSOCIATION

di Alberto Amitrani e Raffaella Di Marzio


Traduzione in lingua italiana dell'articolo " Mind Control in New religious Movements and the American Psychological Association" pubblicato dall' International Cultic Studies Association (ICSA), già American Family Foundation in:


Leggi la versione originale in Inglese



  • INTRODUZIONE
  • ESAME DI DOCUMENTI IMPORTANTI
  • UN CLAMOROSO " SCIVOLONE "?
  • "STRANEZZE" PRIMAVERILI
  • L’ESCAMOTAGE
  • LA DECISIONE DELLA DIVISIONE 36 DELL'APA
  • TIRANDO LE SOMME
  • NOTE


INTRODUZIONE

Nel mondo dei ricercatori e degli studiosi sia in campo sociologico che psicologico ci sono diverse posizioni a riguardo dell’esistenza o meno di tecniche di manipolazione mentale all’interno dei Nuovi Movimenti Religiosi. Alcuni la negano totalmente, altri la affermano senza eccezioni, altri ancora assumono posizioni intermedie orientate maggiormente in una direzione piuttosto che nell’altra.

Ciò che nuoce maggiormente ad una serena ricerca nell’ambito della sociologia e della psicologia della religione è la deprecabile divisione degli studiosi in due campi contrapposti. Alcuni di essi, infatti, si comportano come se si trovassero in un’aula di un simbolico tribunale nel quale si stanno giudicando i Nuovi Movimenti Religiosi o si sta mettendo in discussione il diritto alla libertà religiosa. In questo ipotetico tribunale gli studiosi recitano la parte degli avvocati difensori e dei pubblici ministeri invece di svolgere il loro compito che è quello di investigare e di formulare ipotesi da verificare sperimentalmente.

Quando abbiamo iniziato a vagliare le varie posizioni per cercare di capire quale fosse lo stato attuale delle ricerche nel campo delle teorie del "lavaggio del cervello" o della "riforma del pensiero" applicate ai Nuovi Movimenti Religiosi ci siamo imbattuti in alcune dichiarazioni secondo le quali ormai in questo campo tutto sarebbe stato già definito e non sarebbe necessario indagare oltre poichè la scienza avrebbe già dato una risposta definitiva.

Vista la complessità del tema in questione queste dichiarazioni ci colpirono molto anche perché provenivano da studiosi ben conosciuti in Italia. Le persone ai cui articoli e interviste ci riferiamo sono generalmente riconosciute come esperte nel campo dei Muovi Movimenti Religiosi. Tuttavia, nella questione particolare che ci interessa - la citazione ed interpretazione del "Memo to the DIMPAC Committee"- gli autori che citiamo non si sono comportati come esperti, poichè essi hanno agito ingenuamente (c'è sempre qualcuno che andrà a controllare le fonti!): i veri esperti, infatti, riportano sempre con completezza quanto è scritto nel documento che utilizzano come fonte.

Fu da loro che apprendemmo che la parola definitiva era già stata detta da una delle Associazioni più prestigiose nel mondo : l‘APA (American Psychological Association), che conta circa 150.000 membri. Questa presa di posizione sarebbe avvenuta nell’ormai lontano Maggio del 1987.

Questo, per esempio, è ciò che affermava M. Introvigne in un articolo di Avvenire del 2/01/97 p. 18 intitolato Ma il cattolico non va alla setta : "... fin dal 1987 l’American Psychological Association ha dichiarato ufficialmente che le teorie del " lavaggio del cervello" - di prima o di seconda generazione- applicate a movimenti religiosi non sono scientifiche, e da allora i tribunali americani le rifiutano sistematicamente ...".

Lo stesso autore ribadisce questa affermazione nell’articolo pubblicato sul Sito del CESNUR intitolato Il ritorno dei giacobini : il rapporto della commissione parlamentare belga d’inchiesta sulle sette: "... l’opposizione al modello anti-sette fondato sulle teorie della manipolazione mentale e del lavaggio del cervello rasenta l’unanimità sia fra gli psicologi sia fra i sociologi della religione. Nel 1987 l’American Psichological Association- probabilmente la più autorevole organizzazione del mondo nel settore delle scienze psicologiche - ha pubblicato un documento dove si afferma che le teorie della manipolazione mentale e del lavaggio del cervello applicate a nuovi movimenti religiosi mancano di "rigore scientifico" e non devono essere presentate come scientifiche. (...) Non esiste quindi nessuna "divisione del mondo accademico" che lo ripartisca in due campi, uno contrario e uno favorevole alle tesi dei movimenti antisette. La stragrande maggioranza dei ricercatori accademici rigetta queste tesi come non scientifiche ...".

Il Sito Web del CESNUR riporta anche una conferenza effettuata al National Press Club il 1Dicembre 1997 intitolata Religious liberty in Western Europe leggiamo quanto segue nel report pubblicato in inglese : "... On May 11, 1987 the Board rejected the report and concluded that the mind control theories, used in order to distinguish "cults" from religions, are not part of accepted psychological science. The results of this document were devasting for mind control theories ...".

Anche un altro esponente del CESNUR, PierLuigi Zoccatelli, riaffermava queste considerazioni in un articolo pubblicato dal Messaggero di S. Antonio del Febbraio 1997, pubblicato nel Sito Web omonimo. Nella parte finale dell’articolo, Scientologia, Religione e gnosticismo, l’autore afferma :"Oggi, dunque, il reato di plagio non esiste più, né è possibile immaginare di reintrodurlo. Ad analoga conclusione per quanto riguarda le teorie del "lavaggio del cervello" sia di prima che di seconda generazione..., è pervenuta nel 1987 l’autorevoleAmerican Psychological Association, che ha definito "non scientifiche"le relative teorie".

In una trasmissione radiofonica denominata Lavori in corso andata in onda il 9 Dicembre 1997 M. Introvigne interveniva affermando testualmente : "... Non credo che si debba parlare troppo rapidamente qui di plagio che la nostra Corte Costituzionale ha dichiarato reato fittizio ed inesistente nel 1981 o di lavaggio del cervello che l’Associazione degli psicologi americani ha dichiarato parimenti inesistente nel 1987...". Egli, in questo caso particolare, afferma addirittura che l’APA sarebbe pervenuta ad una conclusione finale, per cui le teorie del "lavaggio del cervello" non solo non avrebbero i caratteri di scientificità che spettano a teorie degne di questo nome, ma addirittura si occuperebbero di un fenomeno che non esiste affatto.

Durante la settima trasmissione di 7 volte 7 (trasmessa da Telenova e Telesubalpina e ritrasmessa da Sat2000, la televisione satellitare della CEI ), Introvigne diceva che l’uso della parola "setta" e dell’espressione "lavaggio del cervello" o " manipolazione mentale" sarebbe tipico dei movimenti antisetta. Questi movimenti le userebbero come "randelli" contro movimenti religiosi minoritari. Sarebbero solo modi di esprimere l’intolleranza religiosa.

Potremmo continuare a lungo con le citazioni e gli esempi di conferenze o trasmissioni di vario genere in cui sono state fatte queste affermazioni. La posizione di questi studiosi italiani è condivisa anche da altri studiosi italiani e stranieri. E’ una corrente di pensiero all’interno della sociologia e della psicologia che si contrappone ad una visione diversa del problema sostenuta da altri studiosi i quali non negano l’esistenza di forme di condizionamento mentale in certi movimenti religiosi anche se in misura e con caratteristiche diverse da caso a caso.

Ciò che però spinge il lettore o l’ascoltatore ad aderire immediatamente al pensiero dell’ "esperto" è la citazione della prestigiosa APA (American Psichological Association). E’ naturale pensare che, se una Associazione così importante si fosse pronunciata sfavorevolmente verso una teoria, allora sicuramente quella teoria non avrebbe basi scientifiche e sarebbe da rigettare. Poiché, però, il buon senso e l’esperienza sul campo ci permettono di avere qualche dubbio di fronte a simili certezze assolute, in un campo come quello della psicologia, complesso e controverso, nel quale è veramente difficile acquisire delle certezze, allora ci siamo chiesti se il famoso documento ufficiale dell’APA contenesse veramente ciò che veniva affermato.

E’ cominciata così la lunga e difficile ricerca di un documento che, per la sua importanza, avrebbe dovuto essere alla portata di tutti, specialmente di chi lo citava nel proprio Sito Web. E’ questo il caso del CESNUR (che vanta una biblioteca di oltre 10.000 libri) al quale abbiamo esplicitamente richiesto una copia del documento e che ci ha inspiegabilmente rimandato ad un suo esponente americano, Gordon Melton. Quest’ultimo, ripetutamente contattato da noi in posta elettronica, non ha mai inviato il documento in questione, pur avendo dichiarato di esserne in possesso e di essere disponibile ad inviarcelo via Fax (vedi nota).

Abbiamo allora pensato di risalire alla fonte e abbiamo contattato, sempre in email molti esponenti dell’APA (inclusi Responsabili di Dipartimento), per richiedere una copia del documento.Con nostro grande stupore tutte queste persone non sono riuscite a trovare questo documento così importante da decidere le sorti di una teoria scientifica. Il documento, ci è stato detto, esiste ma non riusciamo a trovarlo facilmente. Sempre grazie alla collaborazione, veramente ammirevole,dei membri e dei dirigenti di questa Associazione abbiamo ricevuto molta bibliografia sul tema del "lavaggio del cervello" applicato ai Nuovi Movimenti Religiosi.

Questa collaborazione, insieme a quella ricevuta dal Dott. Langone Direttore Esecutivo dell’ AFF (American Family Foundation) e dal Dott. B. Zablocki ( Sociologo alla Rudgers University, che ha pubblicato un articolo su Nova Religio - The Blacklisting of a Concept: The Strange History of the Brainwashing Conjecture in the Sociology of Religion), ci hanno permesso di approfondire maggiormente la nostra conoscenza e di chiarificare molti punti oscuri.

Dopo più di due mesi di ricerche "telematiche" siamo riusciti ad avere una fotocopia del documento giunto via fax dagli Stati Uniti. Possiamo quindi ora chiarire alcuni punti essenziali :

1) Il documento si apre e si chiude con i ringraziamenti alla Task Force (DIMPAC) per il lavoro svolto ed esprime apertamente la consapevolezza della enorme difficoltà di giungere ad un rapporto finale su questa questione così complessa e controversa. Dunque nessuna polemica contro chi ha effettuato il rapporto, ma, anzi, il riconoscimento del lavoro svolto, che seppur non condiviso, risulta ugualmente apprezzabile.

2) Il rapporto steso dal DIMPAC fu esaminato da due esperti esterni e da due membri della Commissione dell’APA denominata Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology (BSERP). Essi hanno affermato che nel rapporto del DIMPAC c’erano delle deficienze, dei difetti. In esso mancavano infatti il rigore scientifico e l’approccio critico imparziale necessario per ottenere l’imprimatur dell‘APA. Il rifiuto, quindi,venne deciso in base all’esame del rapporto fatto da 4 persone (di cui solo 2 dell’APA) che si sono trovate d’accordo nel rifiuto.

La considerazione più importante che si evince dal documento è comunque questa : non c’è nel Memorandum il rifiuto ufficiale delle teorie del lavaggio del cervello, ma solo il rifiuto di un rapporto stilato da una commissione sul tema delle teorie della manipolazione mentale applicate ai Nuovi Movimenti Religiosi. Rifiuto dovuto alla mancanza di correttezza metodologica.

3) Nel Memo, inoltre, si mettevano in guardia i membri del DIMPAC dall’affermare che l’APA condivideva le conclusioni del loro rapporto.

4) La parte più importante del Memo (che è pubblicato sul Sito Web del CESNUR nella sua forma completa) quella che più ci interessa, dice : "Finally, after much consideration, BSERP does not believe that we have sufficient information available to guide us in taking a position on this issue". In questa affermazione il BSERP, cioè la Commissione che ha esaminato il documento, dice che dopo molte considerazioni, essa non ritiene di avere sufficienti informazioni che possano portarla a prendere una posizione su questa questione. Sembra, dunque, che gli studiosi citati precedentemente abbiano dimenticato questa frase del Memo che non ci sembra affatto secondaria: essa, infatti, pur esistendo, non compare in nessuno dei documenti che abbiamo citato.

A dire il vero, il Dr. Langone ci ha detto (in una comunicazione personale) che mentre dava una testimonianza aveva avuto in mano una copia del Memo in cui non c'era l'ultimo paragrafo. Sembrava che quella frase fosse stata eliminata durante il processo di fotocopiatura. (Essendo egli stesso un membro della Task Force, il Dr. Langone aveva ricevuto una copia originale del Memo, che aveva il paragrafo mancante).

La verità è dunque molto diversa da quella che ci era stata presentata : l’APA, Associazione di grande rilevanza nazionale ed internazionale, non ha preso nessuna posizione chiara ed ufficiale riguardo alle teorie della riforma del pensiero e del controllo mentale applicate ai Nuovi Movimenti Religiosi. Essa è in un situazione di attesa e rifiuta di assumere le posizioni di una parte o dell’altra. Il motivo è indicato chiaramente nel Memo : non ci sono sufficienti informazioni, non ci sono cioè sufficienti ricerche e ipotesi di ricerca verificate scientificamente per dare una risposta finale a questo quesito.

Il colmo di questa vicenda è questo : giustamente l’APA ha messo in guardia i fautori del "lavaggio del cervello" dal dire che l’Associazione condivideva le loro teorie. Non ha forse pensato, però, che quel piccolo Memo, quella breve lettera di importanza relativa avrebbe potuto essere strumentalizzata dagli altri, cioè da coloro che rifiutano a priori l’esistenza della manipolazione mentale nei Nuovi Movimenti Religiosi. Essi ne hanno fatta una bandiera in questi anni, citando solo in parte un documento che, seppure relativamente importante, ha però diritto di essere citato "onestamente". Chiunque si considera ed è considerato come esperto obiettivo e documentato in questo campo dovrebbe essere a conoscenza di questo fatto.


ESAME DI DOCUMENTI IMPORTANTI

Nel caso ci fossero dei dubbi, ci accingiamo ad esaminare questa controversa questione in modo più approfondito. In un articolo, Bugiardo! Bugiardo! , pubblicato sul Sito del CESNUR, Massimo Introvigne dice:

"All’inizio degli anni 1980 alcuni psicologi e psichiatri erano diventati piuttosto controversi per il loro sistematico coinvolgimento come periti di parte in processi contro nuovi movimenti religiosi, dove presentavano teorie anti-sette sul "lavaggio del cervello", il "controllo mentale" o la "persuasione coercitiva" come se fossero generalmente accettate nella comunità scientifica. Nel frattempo l’American Psychological Association (APA) aveva accettato nel 1983 la proposta di formare una task force chiamata DIMPAC ("Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control", "Metodi ingannevoli e indiretti di persuasione e di controllo")".

Da questa affermazione si potrebbe dedurre che la Task Force denominata DIMPAC sia stata costituita come una sorta di "commissione d’inchiesta" su certi psicologi e psichiatri "controversi". Sulla base della documentazione in nostro possesso (Lettera con accluso Memorandum del 12 Luglio 1983 a firma dell’allora Administrative Officer del BSERP, Arnold S. Kahn), questa deduzione non risulterebbe fondata. Infatti, nel Memorandum di 6 pagine accluso alla lettera (nel quale si fa la proposta per l’istituzione della Task Force) si specifica qual è l’oggetto di indagine della Task Force e, quindi, qual è l’incarico ad essa affidato dall’APA :

a) Investigare sulle tecniche di coercizione psicologica

b) Stabilire se si può e si deve oppure non si può e non si deve imporre restrizioni all’uso di tecniche e principi di coercizione psicologica usati da psicologi e non psicologi in maniera lesiva dei diritti individuali o costituzionali

c) Definire le condizioni nelle quali l’uso di tali tecniche è più o meno appropriato. "L’incarico della Task Force sarà quello di definire i limiti e i parametri in base ai quali le tecniche di coercizione psicologica possono essere usate prima di invocare il principio di ‘bisogno di proteggere l’individuo’".

- Più avanti si dice che l’APA è particolarmente interessata a che queste tecniche siano usate per promuovere il benessere dell’individuo. Ciò che interessa all’Associazione sono "In particolare, tecniche di indottrinamento, ‘lavaggio del cervello’ e ‘persuasione coercitiva’ non sono state sottoposte allo stesso esame di altre tecniche psicologiche"... Tali tecniche sono attualmente utilizzate da sette religiose (per es. La Chiesa dell’Unificazione, la Chiesa di Scientology, ecc) così come da organizzazioni non religiose (per es. est, Life Spring, ecc)".

- Il Memo prosegue illustrando l’importanza di intraprendere questa indagine sia per il crescente coinvolgimento di psicologi nelle controversie legate a sette religiose, per esempio nei Tribunali, dove gli psicologi erano richiesti come testimoni (si citano due casi che coinvolgevano la Chiesa dell’Unificazione e quella di Scientology), e successivamente indica i cosiddetti "seminari di training" come est e Life Spring che facevano un grande uso di tecniche coercitive. Più avanti il Memorandun dice : "E’ chiaro che molte organizzazioni religiose sono coinvolte in tecniche di reclutamento che sono l’equivalente di valutazione psicologica. Sembrerebbe che queste tecniche debbano essere ben definite e, se certe persone sono ad alto rischio, che queste persone debbano essere messe in guardia da questo danno potenziale. La questione fondamentale che va affrontata dalla psicologia è di determinare se certe persone hanno bisogno o no di essere protette dalle tecniche di coercizione psicologica. E’ impossibile discutere questo aspetto dell’abuso delle tecniche di coercizione psicologica senza discutere le implicazioni legali. Una discussione approfondita sulle tecniche coercitive ed il possibile bisogno di indicazioni utili per proteggere il pubblico dovrebbe essere il più grande interesse della psicologia". Nella parte riguardante gli esiti della ricerca della Task Force viene auspicata anche la redazione, da parte di quest’ultima, di una futura pubblicazione sull’argomento.

Sulla base di questo documento possiamo, quindi, affermare che la Task Force fu istituita non per mettere fine all’attività "antisette" di qualche psicologo, ma per motivi di interesse pubblico, per salvaguardare il benessere psicologico delle persone che potrebbero divenire vittime di abusi a causa dell’uso di tecniche di coercizione psicologica, sia nei NMR che in altre organizzazioni.

UN CLAMOROSO " SCIVOLONE "?

Introvigne dice ancora in Bugiardo! Bugiardo!

"I lavori del comitato DIMPAC si trascinarono per diversi anni. Nel frattempo, la dottoressa Singer e altri psicologi e psichiatri continuavano ad apparire come periti in casi di tribunale, difendendo le loro teorie della ‘persuasione coercitiva’ e del ‘lavaggio del cervello’. Poco soddisfatta di questo stato di cose che si prolungava, ‘il 5 febbraio 1987, durante il suo incontro invernale, il Consiglio di Amministrazione dell’APA votò in favore della partecipazione dell’APA al caso [Molko] con un intervento volontario’ (American Psychological Association, Memorandum sulle attività dell’APA relative al caso Molko, 11 luglio 1989, p. 1). […] La memoria sosteneva che, applicata ai nuovi movimenti religiosi, la teoria della persuasione coercitiva ‘non è accettata dalla comunità scientifica’ e che la relativa metodologia ‘ è stata ripudiata dalla comunità scientifica’."

Leggendo questa ricostruzione si potrebbe pensare che la presentazione della memoria volontaria (nella quale si negava del tutto la validità delle teorie della persuasione coercitiva) sia stata determinata da una situazione insostenibile, con una Task Force che non si decideva a finire i suoi lavori e psicologi e psichiatri che nei Tribunali testimoniavano assurdità attribuendo a queste ultime una qualche validità scientifica. Sulla base della documentazione in nostro possesso questa ricostruzione non risulterebbe fondata :

a) Innanzitutto nel Memorandum accluso alla lettera del 12 Luglio 1983 si afferma che la Task Force avrebbe iniziato in pieno i suoi lavori nel 1984 e questi ultimi sarebbero andati avanti per due o tre anni, a seconda di quanto tempo essa avrebbe impiegato a redigere il rapporto finale.
b) In secndo luogo, per quanto riguarda la memoria volontaria approvata da alcuni dirigenti dell’APA, presentata il 10 Febbraio 1987 e subito dopo ritirata, c’è da dire che questa vicenda potrebbe apparire molto meno "limpida" se gli avvenimenti fossero ricostruiti in un altro modo.

Ad esempio si potrebbe dire che, mentre l’APA stava aspettando di rivedere il rapporto della Task Force, che essa stessa aveva istituito e per la quale aveva incaricato M. Singer come responsabile, i suoi direttori furono d’accordo nel sottoscrivere, a nome dell’APA, la "famosa" memoria volontaria (c’è, addirittura, chi sostiene che questo documento sarebbe stato approvato dopo una semplice consultazione telefonica e senza un esame approfondito). Tutto questo, naturalmente, senza consultare la Task Force che era stata designata proprio per studiare quel fenomeno che i Direttori dell’APA definivano ora inesistente ! In una situazione del genere l’APA non si distinse, certo, per trasparenza poiché diede l’impressione che la sua "mano destra" non fosse al corrente di quello che stava facendo la sua "mano sinistra". In questa situazione imbarazzante l’APA si affrettò a ritirare la memoria volontaria e, dopo qualche mese, rifiutò il rapporto della Task Force. Vista così la presentazione e il ritiro della memoria si potrebbero interpretare come un tentativo, da parte dell’APA, di sbarazzarsi al più presto di una "patata troppo bollente".

Nonostante il ritiro dell’APA dalla mischia permangono ancora oggi, però, tentativi di far passare l’episodio della presentazione della memoria volontaria nel caso Molko come una presa di posizione dell’Associazione, e questo tentativo andrebbe a vantaggio, sicuramente dei NMR, ma certamente non dell’obiettività scientifica.

Tra coloro che protestarono dopo la presentazione della memoria volontaria ci fu anche il Dr. L. J. West che scrisse una lettera (sottoscritta da circa due dozzine di psicologi dell’UCLA) alla Dr. Bonnie Strickland, allora Presidente dell’APA, la quale rispose a questa e ad altre lettere, affermando che la questione della ‘persuasione coercitiva’ doveva essere ancora discussa tra i membri dell’Associazione per arrivare a una conoscenza più approfondita dell’uso e dell’abuso dell’influenza sociale.

Introvigne dice ancora in Bugiardo! Bugiardo!

"L’APA successivamente si ritirò dal processo ‘sulla base di ragioni procedurali, non sostanziali’ e ‘non ha mai rinnegato la memoria sostenendo che non era accurata dal punto di vista sostanziale’ ".

a) A nostro avviso questo non vuol dire che l’APA abbia ufficialmente approvato quanto la memoria conteneva e cioè che la teoria della persuasione coercitiva applicata ai NMR non è accettata dalla comunità scientifica. Se non l’ha rinnegata non l’ha però neanche approvata ufficialmente facendola diventare una presa di posizione definitiva dell’intera Associazione. L’unico fatto incontrovertibile è che l’ha ritirata e mai più ripresentata. C’è solo un modo per dimostrare il contrario : esibire, se esiste, il documento ufficiale dell’APA che dichiara che a quella memoria, così come era nel 1987, è stato concesso l’imprimatur dell’Associazione che ha decretato la fine del dibattito scientifico sulla "persuasione coercitiva".

E, anche se così fosse, chiunque rimarrebbe libero di avere una opinione diversa in proposito, poiché l’APA, pur essendo una Associazione di prestigio, non rappresenta, comunque, tutti gli psicologi del pianeta, e l’America non è necessariamente e sempre il modello a cui riferirsi.

b) Visto che stiamo esaminando il dietrofront dell’APA, potremmo forse fare un pò più di luce su questo episodio esaminando il Memo del 11 Luglio 1989, trasmesso da R.D. Fowler, Chief Executive Officer dell’APA, al Dr. W. D’Antonio. In questo documento vengono ribadite le ragioni del ritiro della memoria:

- Fowler allude ad una lettera del 17 Maggio 1989 scritta dal Dott. Ofshe al Dott. D’Antonio. Ofshe aveva affermato, a pag. 2 della sua lettera, che la memoria dell’APA era "scivolata attraverso la struttura amministrativa dell'APA senza seguire le vie normali ... e presentata dall'ex-direttore amministrativo dell'APA contro le obiezioni degli stessi avvocati dell'APA". Dopo aver negato questa affermazione di Ofshe, Fowler afferma che il direttore esecutivo dell’APA si dimise dopo l’episodio, ma precisa che "… non si dimise perché la memoria era stata presentata nel caso giudiziario". Alla luce di quanto è accaduto saremmo curiosi di sapere perchè il dirigente dell’APA decise di dimettersi.

- Fowler allude anche ad un’altra lettera del Dott. Ofshe, quella del 14 Giugno 1989, nella quale quest’ultimo afferma di essere stato invitato, insieme alla Dott. Singer, ad un simposio promosso dalla Divisione 1 dell’APA. Il Simposio riguardava proprio il tema della persuasione coercitiva e delle sue implicazioni cliniche, etiche, culturali e legali. Qualcuno avrebbe potuto chiedersi : "Come mai l’APA invita ad un suo simposio due studiosi ormai del tutto screditati dalla Associazione dopo il rifiuto del DIMPAC e la presentazione della memoria volontaria?". Forse proprio per "rispondere" a questa ipotetica domanda, Fowler coglie l’occasione per puntualizzare che la partecipazione dei due studiosi al simposio non ha il significato che Ofshe le attribuisce: "Questa affermazione è in qualche modo ingannevole poiché questo non è un simposio sponsorizzato dall’APA. La Dott. Singer e il Dott. Ofshe sono stati invitati dalla Divisione 1 (una della 40 e più Divisioni dell’APA) a partecipare ad un simposio sponsorizzato dalla Divisione 1". Se volessimo tener conto di questa puntualizzazione potremmo allora nello stesso modo chiederci: se una singola Divisione dell’APA non rappresenta tutta l’Associazione, non è altrettanto vero che quattro esperti (quanti erano i revisori del rapporto DIMPAC), di cui solo due dell’APA, non possono rappresentare il punto di vista dell’intera Associazione?

- Sempre dallo stesso documento apprendiamo che la decisione dell’APA di non rientrare nel caso dopo il rifiuto del rapporto DIMPAC è dovuta a "… restrizioni di bilancio e ad altre faccende urgenti". Queste singolari "motivazioni" potrebbero farci pensare, come dice il Prof. B. Zablocki (in una sua comunicazione personale via e-mail), che esse non fossero altro che "… un modo semplice di cercare di far buon viso a cattivo gioco. Nè gli apologeti né gli avversari dei culti avevano voti a sufficienza nell'APA per far trionfare a maggioranza le misure che ciascuno voleva. Si è arrivati perciò a un compromesso che ha salvato la faccia a entrambi. L'APA si è sostanzialmente lavata le mani di tutta la faccenda e, a mio avviso, ha fatto benissimo a farlo. Le grandi associazioni professionali nazionali come l'ASA o l'APA non hanno certamente il compito di assumere posizioni politiche di alcun tipo finchè esiste un disaccordo fondamentale tra i membri, anche se una parte riesce a ottenere il 51% dei voti e l'altra solo il 49%... Il rifiuto da parte dell'APA di sostenere la richiesta dei ‘cult apologist’ a favore della memoria volontaria costituì un'implicita censura."

"STRANEZZE" PRIMAVERILI

Introvigne dice ancora in Bugiardo! Bugiardo!

"In effetti, benché la Singer continuasse ad affermare che tutte le bozze erano provvisorie e che aveva bisogno ancora di tempo, alla fine del 1986 lo BSERP dell’APA aveva già trasmesso l’ultima bozza del rapporto DIMPAC sia a due revisori interni sia a due accademici che non erano membri dello BSERP, il professor Jeffrey D. Fisher e il professor Benjamin Beit-Hallahmi (…) Non sarebbe neppure corretto sostenere che lo BSERP, scorrettamente, aveva espresso il suo giudizio sulla base di una bozza non definitiva del rapporto. Esiste, in effetti, corrispondenza degli anni 1986-1987 dove il testo oggetto della valutazione è definito "la bozza finale del rapporto, con l'eccezione dei riferimenti bibliografici" (lettera di Dorothy Thomas, assistente esecutiva presso lo BSERP, del 29 dicembre 1986)".

Da questa ricostruzione sembrerebbe che la Dott. Singer abbia continuato ad affermare arbitrariamente che il DIMPAC non era che una bozza e a richiedere assurdamente più tempo per procedere nei lavori della Task Force. Sulla base della documentazione in nostro possesso questa ricostruzione non risulterebbe fondata.

Nel Memorandum del 29 Dicembre 1986 proveniente da Dorothy Thomas ed indirizzato alla Task Force dal titolo "Bozza finale del rapporto della Task Force" si dice che nel meeting che si era tenuto dal 31 Ottobre al 2 Novembre del 1986, la bozza finale del rapporto era stata esaminata dai membri del BSERP : "Per la maggior parte, essi sentivano che era un buon rapporto. Comunque, a causa dell’ ampiezza delle questioni coinvolte, il BSERP aveva deciso di spedire il rapporto all’esterno per una revisione indipendente di un certo numero di persone competenti in questo campo. Ai membri del BSERP è stato anche richiesto di rivedere il rapporto più approfonditamente (la versione della bozza finale era disponibile per i membri al meeting) e preparare commenti per una ulteriore discussione del rapporto al loro meeting del Maggio 1987". […] Il BSERP deciderà sul procedimento per completare il rapporto in primavera".

Dunque non si trattava di farneticazioni della Dott. Singer, ma di una realtà basata su questo documento che lei e gli altri membri della Task Force avevano ricevuto. La frase "final draft version" (versione della bozza finale) esprime chiaramente che quello non era il Rapporto finito, che, invece, doveva essere preparato dopo che il BSERP ne avesse discusso a primavera.

Ci chiediamo : cosa sarà capitato tra il 29 Dicembre 1986 e l’11 maggio 1987? Cosa avrà spinto il BSERP a modificare drasticamente il suo orientamento e i suoi programmi riguardo ai lavori della Task Force? Possiamo solo elencare alcuni fatti, senza pretendere di rispondere a queste domande:

  1. Nel Memo del 29 Dicembre 1986 si informa del "cambio della guardia" alla dirigenza del SER ( Office of Social and Ethical Responsibility) : la nuova direttrice avrebbe assunto il suo incarico dal 5 Gennaio del 1987.
  2. Appena un mese dopo, il 10 Febbraio 1987, viene presentata la memoria volontaria dai direttori dell’APA, nella quale si affermava che la "persuasione coercitiva" non esiste affatto.
  3. Il 27 Marzo 1987 questa stessa memoria viene ritirata, e non sarebbe mai più stata ripresentata.
  4. L’11 Maggio 1987 il BSERP (che aveva definito buono il rapporto della Task Force alla fine di Ottobre) lo rifiuta durante il Meeting che era stato programmato per discuterne la bozza finale e stabilire i criteri per portarlo a termine.


Qualsiasi ulteriore commento sarebbe, a questo punto, veramente superfluo.


L’ESCAMOTAGE

In Bugiardo! Bugiardo! Introvigne dice:

"Quando si leggono gli allegati e si considera il contesto dell’intera controversia, diventa evidente che il ‘problema’ non risolto dal Memorandum del 1987 è la questione, molto più ampia, dei comportamenti contrari all’etica e delle dichiarazioni false nei processi di persuasione, non soltanto nel campo dei nuovi movimenti religiosi o delle ‘sette’. I comportamenti contrari all’etica e le dichiarazioni false, naturalmente, si manifestano a prescindere da qualunque forma di ‘lavaggio del cervello’, ‘persuasione coercitiva’, o ‘controllo mentale’, sia nelle religioni sia nelle psicoterapie (...) E’ su questo tipo di problemi più ampi - non sul ‘lavaggio del cervello’ così come asseritamente praticato da nuovi movimenti religiosi - che gli esperti dello BSERP non erano d’accordo fra loro, così che allo BSERP non era possibile pervenire a una conclusione".

Anche leggendo e rileggendo attentamente gli allegati e il resto della documentazione non ce la sentiamo di condividere questa interpretazione di questa frase del Memo dell’11 maggio 1987. Ricordiamo ancora che questo documento concludeva così: " Infine, dopo molte considerazioni, il BSERP non ritiene di avere sufficienti informazioni che possano portarlo a prendere una posizione su questa questione".

Oggi sembra che essa abbia acquisito una eccezionale notorietà e che si tenti perfino di darle interpretazioni alquanto creative e suggestive. Ma se, come dice il Memorandum allegato alla lettera del 12 Luglio 1983 che è l’atto di costituzione e definisce l’incarico della Task Force, essa doveva indagare sul possibile abuso dell’uso delle tecniche di coercizione psicologica sia nelle sette religiose che in seminari di training, allora è chiaro che era questa la 'issue', la 'questione', da esaminare. Quando il BSERP rifiuta il rapporto DIMPAC per le sue deficienze metodologiche, perché manca di rigore scientifico, aggiunge che sulla questione più generale, per la quale la Task Force doveva investigare, non si può pronunciare perché non ha abbastanza informazioni.

La nostra interpretazione di questa frase, per 10 anni ignorata ed ora oggetto di tanto interesse, ci sembra molto più rispondente ai fatti e ai documenti. Pur restando inalterata la validità scientifica dell’oggetto di studio del DIMPAC, cioè le tecniche di ‘persuasione coercitiva’, questo non implica necessariamente che tutto ciò che viene scritto su di esso sia privo di difetti. Il rifiuto di un rapporto scientifico su un determinato fenomeno non annulla l’integrità concettuale di quel fenomeno.

A proposito di questo il Prof. Zablocki (in una comunicazione personale via e-mail) afferma : "A mio parere, la commissione DIMPAC si è spinta troppo in là chiedendo all'APA di affermare che il lavaggio del cervello nei culti religiosi fosse un fatto psicologico dimostrato. Fu per questo che venne censurata. Non e' vero che l'APA abbia affermato il contrario, cioè che la non esistenza del lavaggio del cervello fosse un fatto dimostrato. L'APA ha invece sostenuto di non potersi schierare NE' CON UNA PARTE NE' CON L'ALTRA. Voglio dire che nessuna delle due fazioni ha ottenuto ciò che voleva dall’APA. In quanto organismo rappresentativo di TUTTI gli psicologi statunitensi, ha correttamente scelto una posizione agnostica, sostenendo che non era possibile al momento dare un giudizio finale."


LA DECISIONE DELLA DIVISIONE 36 DELL'APA

E' interessante notare come coloro che affermano il "rifiuto" da parte dell' APA della teoria del "lavaggio del cervello", non hanno mai, per quanto ne sappiamo, fatto cenno ad un successivo tentativo di convincere l' APA a prendere una posizione riguardo a questa questione.Durante il suo Convegno annuale del 1990 fu sottoposta all'approvazione della Divisione 36 dell' APA (allora chiamata degli Psicologi Interessati a questioni concernenti la Religione, e ora chiamata Psicologia della Religione) una "Risoluzione sulle testimonianze a proposito di Lavaggio del Cervello".

Dopo aver ascoltato i pareri di entrambe le parti, i Direttori della Divisione 36 hanno approvato una Risoluzione nella quale chiaramente l' APA non abbraccia nè l'uno nè l'altro punto di vista espresso nelle aule di tribunale: Il Comitato Esecutivo degli Psicologi Interessati a questioni concernenti la Religione è giunto alla conclusione che, in questo momento, non c'è consenso sul fatto che ci siano sufficienti ricerche in ambito psicologico che mettano sullo stesso piano, dal punto di vista scientifico, la persuasione indebita non fisica (denominata anche "persuasione coercitiva", "controllo mentale", o "lavaggio del cervello") con le tecniche di influenza che sono normalmente praticate da uno o più gruppi religiosi. Inoltre, il Comitato Esecutivo invita coloro che hanno ricerche in questo settore a sottoporre il loro lavoro per presentarlo nei programmi della Divisione ( PIRI Executive Committee Adopts Position on Non- Physical Persuasion Winter, 1991)

Successivamente il Notiziario della Divisione 36 ha pubblicato una lettera del Presidente dell' AFF, Herbert Rosedale Esq., e del Direttore Esecutivo dell' AFF, Dr. Michael Langone. Rosedale e Langone dicono: Per centinaia di anni sono state ammesse le testimonianze di chi poteva dimostrare la presenza di una influenza indebita su qualcun altro. In casi riguardanti abusi sessuali e manipolazione di coloro che hanno una capacità minore di intendere e di volere, gli psicologi frequentemente testimoniano che certe azioni, che sembrano volontarie e del tutto consapevoli, mancano invece di certi elemeti necessari perchè il consenso sia effettivo. La bozza della Risoluzione della Divisione 36 sembra sia stato un tentativo chiaro di bloccare la testimonianza di esperti che affermano la possibilità che una persona abbia una minore capacità di intendere e volere e che quindi possa ottenere risarcimenti da quei gruppi che praticano forme estreme di influenza sociopsicologica. Dopo aver ricevuto questa lettera dai sottoscritti e colleghi, i responsabili della Divisione 36 implicitamente hanno riconosciuto il summenzionato punto poichè nella Risoluzione ufficiale hanno riconosciuto l'esistenza di forme di influenza estrema ed hanno evitato ogni insinuazione sul fatto che non debbano essere consentite testimonianze di esperti in questa linea ... Noi applaudiamo ai direttori per aver corretto questi gravi errori. (Psicologi Interessati a Questioni Religiose. Rosedale& Langone, 1991, 8-9).

Utilizando le parole "persuasione indebita non fisica (conosciuta anche come "persuasione coercitiva", "controllo mentale", o "lavaggio del cervello"), la Risoluzione della Divisione 36 chiaramente riconosce l'esistenza del fenomeno che altri dichiarano essere stato rifiutato dall' APA. La Risoluzione dice anche chiaramente che "non c'è consenso" riguardo al fatto che ricerche scientifiche dimostrino o no che certi gruppi religiosi praticano il "lavaggio del cervello".

Questa Risoluzione probabilmente infastidisce alcuni critici dei culti così come coloro che hanno affermato il "rifiuto" da parte dell' APA del "lavaggio del cervello". In ogni caso questa è una posizione giusta visto lo stato in cui si trova la professione. La relazione tra le teorie del "lavaggio del cervello" e i Nuovi Movimenti Religiosi è un tema sul quale gli scienziati discutono, non un argomento sul quale "il libro è stato definitivamente chiuso".


TIRANDO LE SOMME

Noi abbiamo elementi per affermare che l’APA considera ancora oggi, come più di 10 anni fa, la "coercizione psicologica" un fenomeno degno di essere studiato piuttosto che un concetto rifiutato dalla comunità scientifica.

Se non fosse così come mai ci sono "personaggi di rilievo" come M. Singer , M. Langone ed altri, definiti "antisette" che partecipano alle Conventions dell’APA e sono stimati anche all’interno di altre prestigiose Associazioni professionali? Ad esempio, M. Singer ha pubblicato un articolo su questi temi nel "Merck Manual" che è la Bibbia della Medicina; la stessa studiosa, insieme a J. West, ha pubblicato nel "Comprehensive Textbook of Psychiatry", il libro di testo fondamentale della Psichiatria, R. Ofshe ha pubblicato sul tema della ‘riforma del pensiero’ nell’ "Enciclopedia della Sociologia" dopo che l’ASA e l’APA avevano ritirato il loro supporto all’Amicus del 1987. Nel 1996 il Dr. Langone e altri hanno presentato una ricerca alla Divisione 36 dell'APA sul test per "misurare" gli abusi psicologici (Group Psychological Abuse Scale). Se questi esempi non rispecchiano il rispetto della comunità scientifica per questi studiosi, come potrebbero essere interpretati ?

Nel Maggio del 1997, l’APA Monitor ha presentato un interessante articolo, "Qual'è il messaggio dietro i culti odierni", scritto dal dott. Philip Zimbardo dell'Università di Stanford, Presidente dell'APA. Il dott. Zimbardo, che nel 1989 (dopo il rifiuto del rapporto DIMPAC) ha parlato in un programma dell'APA assieme alla Dott. Singer, il Dott. Langone e altri, dice : "Date le giuste condizioni, è possibile reclutare o sedurre me o te a fare ciò che ha fatto qualunque membro di un culto. E' possibile condurre la maggioranza degli individui 'normali, medi, intelligenti' a compiere azioni immorali, illecite, irrazionali, aggressive e autodistruttive che sono contrarie ai loro valori o alla loro personalità, quando le condizioni situazionali debitamente manipolate esercitano il proprio potere sulle disposizioni individuali".

Questi sono i fatti, e non potrebbe essere altrimenti, poiché l’American Psychological Association, non potrà mai esimersi dall’investigare su un problema come quello delle manipolazioni che si verificano in certi gruppi e NMR. Esse possono essere viste come manifestazioni particolari degli stessi processi di influenza sociale che si verificano nella vita di tutti i giorni. Se si utilizza o no una teoria come quella della "persuasione coercitiva" per descrivere queste forme estreme di influenza sociale che si situano su un continuum di diversa intensità, è un argomento che può e deve essere dibattuto con onestà intellettuale all’interno di un’Associazione Professionale di Psicologi.

Riguardo alla posizione dell’ APA e dell’ASA sulla questione delle teorie del lavaggio del cervello il Prof. Zablocki ( in una cominicazione personale via e-mail) afferma che "Molte persone sono state fuorviate sulla vera posizione dell’APA e dell’ASA riguardo al lavaggio del cervello. Come molte altre teorie delle scienze del comportamento, il giudizio è ancora molto remoto. L’APA e l’ASA sanno bene che alcuni studiosi credono che il lavaggio del cervello esiste mentre altri credono che esso non esiste. L’APA e l’ASA sanno bene che nessuno attualmente è nella posizione giusta per prendere una decisione Salomonica per affermare quale dei due gruppi abbia ragione e quale torto. Invece esse spingono gli studiosi a svolgere ulteriori ricerche per fare più luce su questa questione. Io penso che questa è una posizione ragionevole da prendere".

E questa è anche la nostra posizione. La verità scientifica, in assoluto, non esiste. Se si continuerà a cercare con onestà intellettuale e rigore scientifico forse si troverà il modo di fare qualcosa di utile per evitare che i deboli siano danneggiati all’interno di certi Movimenti pseudoreligiosi e, nello stesso tempo, salvaguardare la libertà di coscienza di ogni essere umano e il suo diritto di esercitare e diffondere la sua fede religiosa. Fare la "Guerra dei Memo", invece, non avvicina nessuno alla verità, anzi crea un clima "surriscaldato" che non incoraggia gli studiosi a guardare al presente e al futuro con la fiducia e la mente aperta di chi condivide il motto che appariva sui documenti dell’APA :

"Per il progresso della psicologia come scienza, come professione
e come mezzo per promuovere il benessere dell’uomo".


NOTA: Secondo il CESNUR, la diffusione dei documenti sulla controversia APA era bloccata dagli avvocati di coloro (dirigenti dell'APA e accademici) che erano stati citati in due cause americane da Margaret Singer come responsabili di un complotto ai suoi danni. Il CESNUR riconosce oggi che il nostro primo articolo gli ha permesso di convincere questi avvocati che era opportuno pubblicare sul sito del CESNUR molti documenti della vicenda APA, compreso il rapporto DIMPAC e due degli allegati al Memorandum APA del 1987, documenti mai pubblicati prima.


Riferimenti

American Psychological Association, Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology (1987, May 11). Memo to the DIMPAC Committee. Washington, D.C.: American Psychological Association.

Chambers, William V., Langone, Michael D., & Malinoski, Peter. (1996, August 12). The Group Psychological Abuse Scale. Paper presented to Division 36 (Psychology of Religion) at the American Psychological Association Annual Meeting, Toronto, Canada.

Fowler, Raymond D. (1989, July 11). Memo to Dr. W. D'Antonio. Washington, D.C.: American Psychological Association.

Introvigne, Massimo. (1997, January 2). Ma il cattolico no va alla setta. Avvenire, 18.

Introvigne, Massimo. (1997). Le retour des Jacobins.

Introvigne, Massimo. (1998). Bugiardo! Bugiardo! :Lavaggio del cervello, CESNUR e APA.

Kahn, Arnold. (1983, July 12). Memorandum. Washington, D.C.: American Psychological Association, Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology.

Ofshe, Richard. (1992). Coercive persuasion and attitude change. In E. F. Borgatta & M. L. Borgatta (Eds.), Encyclopedia of sociology. (pp. 212-224). New York: MacMillan.

PIRI Executive Committee Adopts Position on Non-Physical Persuasion. (1991, Winter). Newsletter, 16(1), 3. (APA Division 36 Newsletter, Psychologists Interested in Religious Issues).

Religious Liberty in Western Europe. (1997, December 1). Report released by CESNUR at a press conference held in Washington, D.C. at the National Press Club.

Rosedale, Herbert L., & Langone, Michael D. (1991, Spring). Letter to the Editor. Newsletter, 16(2), 8-9. (APA Division 36 Newsletter, Psychologists Interested in Religious Issues)

Singer, Margaret T. (1986). Group psychodynamics. In R. Berkow (Ed.), The Merck manual of diagnosis and therapy (15th ed.), (pp. 1467-1471). Rahway, NJ: Merck.

Thomas, Dorothy. (1986, December 29). Memorandum. Washington: D.C.: American Psychological Association, Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology.

West, Louis J., & Singer, Margaret T. (1980). Cults, quacks, and nonprofessional psychotherapies. In Friedman, H. I. Kaplan, A.M. Freedman, & B. J. Saddock (Eds.) Comprehensive textbook of psychiatry, III. (pp. 3245-3258). Baltimore: Williams & Wilkins

Zablocki, Benjamin (1997). La Schedatura di un concetto: La strana storia della Teoria del lavaggio del cervello nella Sociologia della Religione

- Questo articolo è stato rivisto nel Luglio 2005


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